domenica 24 maggio 2009

>> SOFFOCARE


Quasi senza rendermene conto mi ritrovo al cinema a vedere questo film tratto dall'omonimo romanzo di Palahniuk. E' uscito da sole due settimane eppure in tutta la città lo proiettano solo in una sala, ergo: o è una cazzata o rasenta il capolavoro. Conoscendo i gusti cinematografici del pubblico medio che con le proprie scelte determina quali sono i campioni d'incassi tendo a optare per la seconda alternativa. Che snob! Comunque, non so bene cosa aspettarmi ma dalle prime parole pronunciate dalla voce del protagonista narrante ho quasi paura. Guardandomi intorno noto varie coppiette di personcine anziane o non più giovanissime e quasi mi scandalizzo per loro. Che bigotta! Dopotutto l'incipit del romanzo cita: "Se stai per metterti a leggere, evita". E guarda caso il suggerimento sembra essere molto valido anche nel caso della visione del film. Ovviamente è un trucco, non c'è come scioccare o esortare il pubblico a non fare una cosa per poi fargliela fare.. anzi! fargli desiderare di farla! e quindi.. che lo spettacolo abbia inizio.
Grande merito alla realizzazione per la fedeltà con cui la storia è stata ricreata per il cinema e non solo! anche l'atmosfera è proprio quella giusta, i colori sono quelli che devono essere e quella semplicità registica unita alla pellicola sgranata sono perfetti. La storia è molto semplice: Victor Mancini, medico fallito, è un sessuomane che per campare fa la comparsa in un set ricostruito a scopo didattico che illustra la vita nel 1700 e che, nel tempo libero, finge di soffocare nei ristoranti per permettere agli altri avventori di salvargli la vita, sentirsi degli eroi e migliorare quindi la loro esistenza. Che bravo ragazzo, praticamente un santo!! Ecco, sul "santo" ci sarebbe da approfondire ma non possiamo mica svelare tutto!
Nel cast personaggi pazzeschi: Sam Rockwell (adorabile) interpreta il protagonista maschile la cui madre è una fantastica (come sempre) Anjelica Huston, semplicemente fa-vo-lo-sa. Abbiamo inoltre ritrovato la Diane di Trainspotting, l'attrice Kelly Macdonald che a guardarla bene è palahniukosa di brutto. Comunque film molto piacevole e soddisfacente, attori bravissimi e una bella dose di ironia che non fa mai male. :-)
Inoltre la pellicola ha vinto il premio speciale della giuria al Sundance Film Festival

venerdì 22 maggio 2009

>> STAR SYSTEM-SE NON CI SEI NON ESISTI


Nota sulla traducibilità dei titoli dei film stranieri. L'originale, in questo caso, suona così: "How to Lose Friends & Alienate People" che, col senno di poi, è decisamente più azzeccato! E non si possono dimenticare le avventure rocambolesche dell'inglese Sidney Young giunto di fresco a New York con lo scopo di entrare nel fantastico mondo dello star system Hollywoodiano. Nel tentare di entrarci però, seminerà disastri un pò ovunque tra incidenti diplomatici, cadute di stile e maldestre gaffes. Sidney farà di tutto per ottenere il suo scopo ma riuscirà anche ad attirarsi le antipatie di tutti coloro che lo circondano a parte Kirsten Dunst e lo spettatore che tra una risata e 'altra non potrà che trovarlo esilarante. Nel complesso una specie di "Diavolo veste Prada" al maschile ma molto più divertente!
Numerose le citazioni cinematografiche, fra tutte l'incipit che mi ha ricordato (non a caso) quello quello di "All About Eve" di Mankiewicz e l'intramontabile musica di quello che viene definito il miglior film di tutti i tempi: la Dolce vita

>> TULPAN


"By the rivers of Babylon, there we sat down; ye-eah we wept, when we remembered Zion..."
Incredibile, e chi se la ricordava questa canzone?? La musica fa a pugni col contesto eppure, allo stesso tempo, sembra calzarci a pennello.. mistero!
Nella sconfinata e deserta pianura kazaka il giovane Asa vive insieme a sua sorella e alla di lei famiglia coltivando il sogno di diventare pastore e di avere un proprio gregge di pecore da allevare. Principale condizione per la realizzazione di questo sogno e assicurarsi la sopravvivenza è, però, quella di trovare moglie. La legge del clan peraltro glielo impone quindi Asa cerca di conquistare l'attenzione di Tulpan, unica ragazza nelle vicinanze ma che per una serie di coincidenze il nostro protagonista non riuscirà mai a vedere. Nella tensione che lo spinge verso Tulpan, Asa dovrà fare i conti con la dura realtà della vita che conducono i pastori nomadi e della natura a dir poco avversa. Arriverà a mettere in discussione i propri sogni e le proprie origini scontrandosi con il forte richiamo della vita di città, con la severità del cognato e il senso di inadeguatezza di fronte a una malattia che colpisce gli agnelli appena nati.

mercoledì 25 marzo 2009

>> L'ONDA (Die Welle)

Nella Germania di oggi un giovane professore si trova alle prese con la settimana a tema e con il compito di trattare lo spinoso tema dell'autocrazia. Di fronte all'ipotesi di un regime totalitario gli adolescenti partecipanti al corso ne escludono la possilità. E' impossibile, affermano, dopo quanto appreso dall'esperienza del nazismo. Il nostro docente decide allora di mettere da parte filosofia anarchica e magliette rock per trascinare i giovani in un esperimento a dir poco audace: ricreare i presupposti di una dittatura colmando negli studenti quel vuoto fatto di complessi e insicurezze con la disciplina, il senso del gruppo e l'omologazione come strumento per abbattere le differenze sociali. I ragazzi trovano un cameratismo vincente, non ci sono più il denaro, la razza o la religione a dividerli ma si sentono uniti e forti, spavaldi nel loro riconoscersi parte dello stesso branco. Ma il passo dalla solidarietà verso i compagni più deboli e lo spirito di affiatamento al sentimento di superiorità nei confronti di chi non è come loro e al vandalismo è breve e la situazione non potrà che peggiorare in un crescendo di atti di violenza che porteranno inevitabilmente alla tragedia. Inutili saranno gli sforzi di coloro che cercheranno di prevenire il peggio e quando lo stesso professore si renderà conto di aver perso il controllo sugli studenti, sarà troppo tardi.

martedì 10 marzo 2009

>> THE WRESTLER

Ahia... Mickey Rourke!!!! Tremendo, mostruoso, esageratamente tamarro, quasi avanzo di galera ma quando lo vedi in un film una vocina dentro di te cerca di convincerti che non ti piace, che non ti può piacere eppure se così fosse la vocina non esisterebbe, e invece...
Nell'angolo (maschile) sulla vostra destra, signore e signori, Randy "The Ram" Robinson, più di 20 anni di carriera come lottatore, tutto muscoli, quasi nudo e grondande sangue e sudore si destreggia in una danza di acrobazie e colpi all'avversario. Caratteristiche del personaggio: ha una visione di se stesso limitata al ruolo di wrestler. Quando gli verrà consigliato di ritirarsi cercherà di reinventarsi padre (ma è troppo tardi), onesto lavoratore dietro al banco da macellaio (frustrante) e amante, ma nessuno di questi alias avrà successo e, costi quel che costi, tornerà ringhiante sul ring.
Nell'altro angolo (femminile), signore e signori, Cassidy (un'inaspettata Marisa Tomei) si arrovella in balli sinuosi e sfoggia un fisico degno di essere citato. Tatuata, nuda e serpeggiante si destreggia in una danza di acrobazie e mosse provocanti. Caratteristiche del personaggio: ha una visione di se stessa divisa tra il lavoro non del tutto rispettabile e la sua figura di genitore che al contrario del protagonista maschile cerca di svolgere al meglio. Respinge The Ram proprio in quanto cliente e quindi attratto a suo parere solo dal lato provocante dato dalla professione che svolge.
Lei vivrà, lui non si sa.
L'idea è bella e gli attori meritano le lodi che hanno ricevuto ma qualcosa suona un pò trito e nello specifico il rapporto tra l'atmosfera di periferia e degrado delle città americane e il "modo" in cui il la pellicola è stata girata che ricorda un pò troppo diversi film realizzati precedentemente.

>> THE READER

Intensa storia d'amore nella Germania non uscita del tutto dall'incubo del nazismo, della guerra e delle deportazioni, vede protagonisti un adolescente e una donna misteriosa e molto più grande di lui. Divenuto uomo e padre racconterà quella storia d'amore dai tratti teneri e inquietanti come prima e ultima degna di essere ricordata. Forse per la giovane età in cui stata vissuta, o per essere stata la prima o forse ancora per le conseguenze di quel legame che portarono il giovane a confrontarsi con la realtà dei campi di concentramento. Riuscirà a perdonare le azioni di lei che nasconde un segreto per mantenere il quale è disposta a tutto, anche ad attribuirsi colpe maggiori di quelle realmente commesse.
Kate Winslet interpreta magistralmente il ruolo di una donna che sembra forte ma si limita a lottare per nascondere la sua fragilità pagando per questo un prezzo troppo alto.
Concentrarsi sulle scene di nudo o di sesso in contrapposizione al tema dell'olocausto, come hanno fatto alcuni critici, è stupido e riduttivo.
Bel film. Bella storia anche se mi ha devastata emotivamente

giovedì 26 febbraio 2009

>> FROST/NIXON - IL DUELLO

Finalmente abbiamo l'occasione di ammirare Ron Howard alla regia di un piccolo/grande capolavoro politico. In questa pellicola il regista di Apollo 13 e Il codice Da Vinci (aiuto!) nonché giovane Richie Cunningham di Happy Days, dimostra di saper fare il suo mestiere ricostruendo perfettamente l'atmosfera di un'America anni '70 reduce dallo scandalo Watergate e da anni di sanguinosa guerra in Vietnam.
David frost, giovane conduttore brillante di talk show, decide di intervistare il presidente Richard Nixon, dimessosi dalla carica nel 1972 e impunito agli occhi dell'opinione pubblica. L'intervista diventa il pretesto per dare a Nixon "il processo che non ha mai avuto" e in una schermaglia di domande e risposte in cui intervistatore e intervistato si fronteggiano, si delinea l'atmosfera di un vero e proprio duello in cui la vittoria e la luce dell'uno comporteranno inevitabilmente la sconfitta e il buio per l'altro, in questo caso per Nixon che si vedrà nella condizione di dover riconoscere i propri errori e il tradimento nei confronti del popolo americano. Le interviste di Frost riscossero il più grande consenso della storia della TV americana per quanto riguarda un programma di informazione. Quando la televisione è televisione e la politica è politica...
Frank Langella è straordinario!

venerdì 20 febbraio 2009

>> IL CURIOSO CASO DI BENJAMIN BUTTON

Grandissimi interrogativi nel film di Fincher. Dueoreequarantaminuti di incessanti domande di cui una prevale su tutte innalzandosi come un grido che ti scuote fin dal profondo: "ma quanto ca--o è gnocco Brad Pitt?" LA DOMANDA... e la cosa bella è che non c'è una risposta!!!!

La storia di Benjamin è semplice: nasce ultraottantenne e percorre una vita a ritroso ringiovanendo invece di invecchiare. A metà di questo insolito percorso vivrà il suo amore per Daisy anche se questo, punto centrale del film, rimarrà costante per l'intera esistenza di entrambi. E, a metà di questo insolito percorso, dopo un'ora e mezza che pare una tortura, c'è un cambio scena, Brad appare splendido trentacinquenne all'apice della sua forma e tutta la sala all'improvviso ha vibrato.. un sussulto! un brusio! tutti a esclamare "porca vacca!" "guarda lì che roba" "ooohhhh"..

La curiosità, che un pò turba lo spettatore, è che pur nascendo anziano l'animo di Benjamin è quello di un bambino mentre ringiovanendo sembra invecchiare per le esperienze acquisite. Il risultato, anche se potrebbe sembrare illuminante (la saggezza di una persona matura nel corpo di un adolescente) porta invece a una conclusione dal sapore amarognolo. L'infanzia non goduta come tale, l'adolescenza senza la spensieratezza.. e quando finalmente il nostro si ritrova bambino è solo, esattamente come all'inizio della sua vita, perché diverso e quindi incompreso e anche un pò rincoglionito come il vecchio che dovrebbe essere però nel corpo di un bambino di sette anni.
TRISTEZZA TOTALE! Ma al di là di questo senso di angoscia si intravede qualcosa che non va, che non scorre come dovrebbe, e mi ritrovo (tanto per cambiare) a guardare un film scorrere davanti a me e chiedermi "quindi?". Nel senso, dovè quel messaggio tra le righe che non vedo? a cosa mi deve portare a pensare tutto ciò? boh! la risposta è che ce ne corre tra il racconto di un genio della letteratura moderna con un'idea esagerata in testa che porta il lettore a una riflessione e la trasposizione cinematografica empatica che ti scuote ma non ti lascia granché!
A parte, ovviamente la bellezza di quello STRAGNOCCO del Brad! E dire che a me nemmeno piace!

In definitiva è un film piacevole, realizzato in modo impeccabile con un uso sfrenato di effetti speciali strettamente funzionali alla narrazione e legati ai processi invecchiamento- ringiovamento dei personaggi (quindi da me accolti con gioia) dal ritmo incalzante, vivace e coinvolgente. Dueoreequaranta che nemmeno te ne accorgi!
Ah, di fianco alla bellezza sfacciata dello gnocco sottolineo la fluidità della danzatrice Cate Blanchett, stradivina come sempre!

>> YES MAN

L'IMMAGINE DICE TUTTO!!!!! :-D

mercoledì 4 febbraio 2009

>> IL DUBBIO

Il dubbio è un interrogativo bisbigliato dalla nostra mente e che trae la sua forza dalla mancanza di fiducia nel prossimo, dall'intolleranza e dalla diffidenza. Nella parrocchia dove si svolge la vicenda il dubbio, da semplice interrogativo-pensiero, si trasforma in un'incontestabile certezza nella mente della protagonista (una Meryl Streep fa-vo-lo-sa) che arriverà a pensare il peggio riguardo il rapporto tra Padre Flynn e l'unico incompreso studente di colore. Da qui la lotta tra i due, la conservatrice e il progressista, in un disperato bisogno di far prevalere la propria opinione e il proprio modo di essere. Non ci è dato di sapere quale sia la verità ma nella ricerca di essa rimbalziamo ed empatizziamo a turno con l'uno e con l'altro condividendo ogni battuta e cercando di intepretare le singole espressioni degli occhi. Cè tensione ma è sana, di quelle che ti spingono a non perdere il filo del discorso, a voler sapere come andrà a finire.. tensione che non ha niente a che vedere con la violenza o con il colpo di scena ma che ti tiene comunque inchiodato lì dove sei.
Ogni singolo dettaglio è studiato e giustificato, per niente casuale, in una danza di gesti e movimenti che sembra ormai perduta da un pezzo nel cinema contemporaneo e che mette in risalto l'arte della recitazione. Meryl Streep e Philip Seymour Hoffman giocano con la loro bravura spingendosi al massimo e regalandoci un'interpretazione di altissimo livello.

venerdì 30 gennaio 2009

>> APPALOOSA


Scusa tanto Ed.. ma non ci siamo! Pollice verso.
Non so cosa andare a vedere al cinema e il mio accompagnatore mi propone questo accattivante tiolo! Ohibò, dico io, ripensando ai classici del passato, il genere mi piace proprio! E tutta contenta saltello verso la sala pregustandomi il momento in cui vedrò antagonisti dalla cattiveria diabolica (NO), duelli adrenalinici all'ultimo colpo di pistola/fucile (NO), una donna si, magari indifesa ok, certamente con un passato ma comunque con le palle (NO), cavalcate selvagge (NO), vendette epiche (NO), violenza (NO), tensione (NO). Non mi hanno nemmeno concesso una microscena di "io femminuccia rado te uomo maschio con il rasoio a mano affilato e arruginito".. che tristezza!
C'era un briciolo di ironia, questo si, ma niente a che vedere con Ford o con Hawks. E con questa uscita da snobbona, puzzona, saputella e antipatica chiudo la critica. Ultimamente sono proprio una noiosa scassabeep e non mi va bene niente!
Evviva il western (quello vero!)

giovedì 22 gennaio 2009

OSCAR 2009 - Nominations


Ed eccoci qui, finalmente sappiamo i nomi dei finalisti in corsa per l'ambita statuetta ormai ottantenne e che ha premiato, nel corso del tempo, pellicole come Aurora di Murnau, Accadde una notte di Capra, Via col Vento di Fleming, Casablanca di Curtiz, Giorni perduti di Wilder passando da Eva contro Eva di Mankiewicz, Il Padrino di Coppola fino ai più recenti Million Dollar Baby di Eastwood e Crash di Haggis.. e tanti altri capolavori!
Quest'anno i candidati sono tanti e tra questi molti non ho ancora avuto modo di vederli, ma io parto lo stesso con il tifo riservandomi diritto di cambiare opinione!

Miglior Film: The Millionaire

Miglior regia: Danny Boyle (ovviamente) per The Millionaire

Miglior attore protagonista: Sarebbe ora di riconoscere la bravura di Sean Penn in Milk

Miglior attrice protagonista: Anne Hathaway per Rachel sta per sposarsi

Miglior attore non protagonista: premieranno lo scomparso
Heath Ledger? (conoscendoli si)

Miglior Film straniero: Valzer con Bashir


Ebbene si, lo ammetto.. ho un approccio emotivo alla questione!
Tra un mese sapremo chi saranno i migliori dell'anno.
:-)

>> COME DIO COMANDA


In due parole: "mio padre è un nazista ma di quelli buoni"
Estensione del commento: Delusione totale. Per i primi 20 minuti il film racconta la storia del difficile rapporto violento ma pieno d'amore tra un padre neonazi e il figlio giustamente sociopatico (viste le circostanze) 14enne. Dopodiché la storia cambia e si passa a parlare di un macabro delitto e il problema principale del giovane protagonista lasciato a se stesso è come nascondere il corpo senza vita della compagna di classe massacrata nella notte buia e tempestosa e del cui delitto potrebbe essere accusato il paparino. Ergo: felice trasmissione al nostro di sani valori morali. Il corpo in questione diventa un pesante fardello inutile e scomodo del quale liberarsi al più presto, sballottato per chilometri e infine gettato in acqua. In una folla di ombrelli tutti neri e tutti uguali, sotto la pioggia incessante, il corpo della nostra Laura Palmer tornerà in superficie ma la pagherà o no il responsabile di questo orrore? Qualcosa dentro di me grida: nessuna pietà!! Il pivello scorpirà presto che il paparino non è responsabile dell'accaduto e il lieto fine ci sarà eccome!! i due, piangendo, scopriranno di volersi un bene dell'anima e si perdoneranno a vicenda di qualsiasi cosa. Ma per arrivare al lieto fine della riconciliazione familiare bisognava per foza prendere una ragazzina di 14 anni e farla brutalizzare e massacrare dallo scemo del villaggio?? ok, magari poteva essere un'idea (malata) ma la freddezza, la totale assenza di considerazione per la vittima trasmessa nella pellicola è semplicemente agghiacciante e a questo punto mi chiedo che senso abbia raccontare questa storia. Perché? boh?
Se c'era una denuncia io non l'ho colta, l'analisi dei personaggi (che forse poteva aiutarci a comprendere gli intenti della trama) è approssimativa e si ha l'impressione di non riuscire (o non volere) cogliere quale sia il nocciolo della questione. Il tema (quello che sia) non è approfondito.

Spero solo che il romanzo da cui è tratto sia molto meno superficiale.

Nota positiva: attori molto bravi

>> IL GIARDINO DI LIMONI


E' la storia di un assai difficile rapporto di vicinato. Salma, palestinese, vive le proprie giornate prendendosi cura del giadino di limoni di famiglia che rappresenta da un lato le proprie radici, dall'altro l'unica sua fonte di sostentamento.. Lontana dai figli ormai cresciuti guarda con distacco alla casa dei vicini, il ministro della difesa israeliano e la bella moglie. Qui ci sono ricchezza, lusso, bellezza, tecnologia.. tutto in contrasto con la vita di Salma.
Ritenuto pericoloso per la sicurezza del ministro, il giardino di limoni diventa protagonista di questa vicenda, la linea di confine tra due diverse culture indelebilmente divise dalla guerra. Ma negli sguardi delle due donne che si osservano da lontano si percepisce forte un interrogativo. Perché non possiamo essere sorelle, amiche, unite in qualcosa di positivo piuttosto che separate da una violenza che non desideriamo e che non appartiene alla nostra natura?

mercoledì 14 gennaio 2009

>> LASCIAMI ENTRARE



Sono un pò confusa.. dove sta il bene e dove il male? Da un lato abbiamo la realtà fredda del buio invernale, costellata da violenza, bullismo e solitudine ma che è comunque una realtà familiare, ricorrente, in un certo senso a tratti rassicurante. E' la vita. Dall'altra c'è la novità, la scoperta, l'ignoto costituito da un'amicizia o da un modo puro e innocente di amarsi, cercarsi e di volersi prendere cura dell'altro per salvarlo, accudirlo.. anche se nel caso specifico uno dei due per sopravvivere deve nutrirsi di sangue umano. Necessità che porta obbligatoriamente all'inevitabile delitto.
Delicato, sia nella forma che nei contenuti il film dice o non dice, lascia intuire ma non svela un gran numero di situazioni la cui interpretazione viene lasciata allo spettatore. (Il quale, se dotato di fervida immaginazione, ne pensa anche troppe). Violento forse si, ma in funzione della storia. Bello e originale.

martedì 30 dicembre 2008

>> SENTIERI SELVAGGI (The Searchers, 1956)


Capolavoro del maestro del genere John Ford, il film narra la storia dell'eroe solitario Ethan, alla ricerca della nipote rapita dagli indiani e desideroso di vendetta per l'uccisione della propria famiglia. Tormentato e ossessivo, a tratti anche sgradevole, questo personaggio, magistralmente interpretato da John Wayne, non può che ispirarci simpatia nella determinazione e nell'immensa solitudine che lo contraddistinguono. La scena finale del film si chiude esattamente come la prima: una famiglia sulla veranda di casa di fronte alla sterminata prateria che accoglie il nostro eroe. L'unica differenza è che alla fine, mentre tutti i componenti rientrano, lui si allontana dalla scena. Il dovere è compiuto e lui sembra chiedersi, mentre si allontana solo, quale sia adesso il suo scopo. Intreccio perfetto, dialoghi brillanti, vivace, ironico ma anche intriso di un tormento interiore saturo di interrogativi sull'onore, la famiglia e il forse inevitabile sacrificio.. Sentieri selvaggi è senza dubbio un capolavoro. Ogni scena, ogni singolo fotogramma è minuziosamente studiato come un dipinto nel quale niente sfugge all'autore e tutto è al proprio posto in perfetto equilibrio.

Personalmente sbavo di fronte a una particolare scena iniziale. Il capitano-reverendo Clayton arriva nella fattoria degli Edwards (fratello e cognata di Ethan) per reclutare uomini contro gli indiani. Clayton è in piedi davanti alla tavola apparecchiata e sorseggia il caffé offertogli dalla padrona di casa, Martha, in silenzio. Senza volere la vede piegare e accarezzare amorevolmente il pastrano di Ethan. Clayton distoglie lo sguardo, pudico, e alle sue spalle Ethan si china su Martha e la bacia sulla fronte. Ethan esce e Martha lo segue sulla soglia, solo allora Clayton lo segue. E' una scena silenziosa, che non necessita di battute ma che dice molte cose.

lunedì 29 dicembre 2008

>> QUESTA RAGAZZA E' DI TUTTI (This Property Is Condemned, 1966)


Film recuperato per la gioia degli occhi della mamma, alla quale per ogni occasione regalo una pellicola a caso in cui reciti Robert Redford. Questo Natale è toccato a un dramma del mio caro Tennessee Williams che ammiro soprattutto per Improvvisamente l'estate scorsa, La gatta sul tetto che scotta, Un tram che si chiama desiderio e La rosa tatuata, dai quali sono stati realizzati i ben noti film. Gli elementi che ci aiutano a riconoscerlo sono presenti anche in questo minicapolavorino firmato Sidney Pollack: la decadenza del Sud, la corruzione dell'innocenza, il destino di morte, il protagonista maschile sempre fermo nelle sue convinzioni mentre la donna al centro della vicenda si agita al vento come una bandieruola ma con una grinta e un attaccamento alla vita fuori dal comune. Nella vicenda si incontrano lui (Robert Redford) e lei (Natalie Wood) entrambi bellissimi. Lui ha il gravoso compito di licenziare orde di ferrovieri a causa della crisi, ma non rischia più di un paio di cazzotti e poi tutti amici come prima. Lei invece ha da fare i conti con la nomea di cattiva ragazza che si è cucita addosso senza volerlo.. e poi si sa, la gente parla, è invidiosa, son sempre tutti lì a malignare. Ma in fondo cos'avrà mai fatto, povera ragazza? in tutto questo amore, passione e morte.

sabato 27 dicembre 2008

>> L'INFERNO DI CRISTALLO (The Towering Inferno, 1974)


Eccoci qua, la febbre sale, la Vale brucia ma è alle 4 del mattino che le reti televisive si ricordano che esistono dei capolavori e/o programmi decenti. Durante le ore del giorno sono troppo occupate a friggerci il cervello. E invece eccolo qua, uno dei padri del genere catastrofico per eccellenza. Quasi tre ore di pellicola che si avvertono a stento. Le vicende umane sono presentate svolgendosi e incastrandosi le une con le altre. A tratti ironico, per certi versi molto romantico.. tanto che poi te lo dimentichi che deve succedere una tragedia, eppure lo sai! Lo suggerisce il titolo stesso, ma sei tutto preso a seguire i dialoghi (incredibile!!) e quindi non ci fai più caso. Così quando arrivano l'incendio, il dramma, il fuoco ci resti anche un pò di merda. Certo, a quel punto sei inchiodato e non ti scolli più. I personaggi ormai ti sono familiari, puoi quasi dire di conoscerli con i loro problemi e le caratteristiche fisiche e non che li contraddistinguono.
In definitiva un film dalla costruzione perfetta, tempi impeccabili e magistralmente realizzato, da ogni punto di vista. E poi eccoli lì, Paul Newman e Steve McQueen, semplicemente sublimi. L'ingegnere e il comandante dei pompieri che fanno di tutto per salvare il grattacielo dall'ormai incontrollabile incendio.

NATALE 2008 (con l'influenza)

Ebbene si, anche quest'anno, come il fatidico Natale 1990, me lo sono fatto a casa con un bel febbrone. La grossa differenza è che rispetto a quella volta, la febbre è durata tre giorni. La giovane Valentina tredicenne invece, era stata a letto con oltre 38 per ben due settimane, giocandosì così tutte le sue vacanza da scuola. Ci ripenso tuttavia con affetto perché proprio in quel momento, causa delirio, temperatura elevata e forse in parte la predestinazione genetica, esplose in tutto il suo furore la mia fame di cinema. Bloccata nella mia cameretta, annientata da botte di antibiotico ho letto riviste specializzate, noleggiato VHS a manciate (sull'ordine dei tre film al giorno) finché sfebbrata e convalescente sono volata all'Odeon a spararmi ATTO DI FORZA e da lì cinema, cinema, cinema.. era anche il natale di GHOST.. ebbene si!
Quindi, insonne per i reumatismi e il mal di testa, sempre costretta a letto.. cos'altro avrei potuto fare? segue quindi la relazione dell'intrattenimento antinfluenzale (si fa quel che si può) costituito da film per niente recenti ma che amo con tutto il cuore..
P.S. e comunque seguo i notiziari, leggo, mangio, dormo.. faccio anche altre cose!!

lunedì 15 dicembre 2008

>> RACHEL STA PER SPOSARSI (Rachel Getting Married)


...Kym invece no, è uscita da un centro di riabilitazione per andare al matrimonio della sorella. Lei, ragazza problematica, difficile, con una storia di droga alle spalle proprio non ci riesce a lasciarsi andare al clima festoso di una famiglia affettuosa ma che non è capace di chiudere i conti col passato. Così, quella che all'inizio sembra la storia di una giovane donna incasinata con una solida famiglia premurosa alle spalle, lentamente si trasforma lasciandoci intravedere una realtà ben diversa. Dal padre apprensivo incapace di affrontare la realtà, alla sorella che pur realizzata e soddisfatta continua a sentirsi messa da parte, alla madre che ha commesso gli errori che purtroppo ricadono su di lei, Kym sembra invece l'unica a vedere le cose per quello che sono. L'unica a volersi evolvere e migliorare rimediando agli errori commessi.
Il realismo narrativo ci immerge in un'autenticità di solito troppo distante dalla rappresentazione cinematografica, rendendo le emozioni descritte familiari e commoventi. Bravissima Anne Hathaway.